L’importanza delle fibre naturali nella pratica yoga

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Lo yoga non costituisce solo la disciplina dei movimenti, della respirazione e della meditazione ma prevede anche specifiche regole igieniche da seguire, nonchè l’uso di fibre esclusivamente naturali sia per il vestiario che per gli oggetti che si utilizzano nella pratica come stuoie, cuscini, turbanti etc.

Ciascuna posizione , per esempio, deve poter essere mantenuta comodamente. A tal fine quindi la scelta degli indumenti diviene rilevante: è innanzitutto importante che questi siano comodi e puliti, realizzati in tessuti naturali che hanno il grande pregio di favorire la respirazione della pelle e creano un senso di grande benessere. Ciò come premessa essenziale di uno stile di vita naturale, dove non ha tanto importanza l’apparenza e la bellezza in senso convenzionale, quanto piuttosto la semplicità, la comodità e il rispetto della natura la quale non deve essere inquinata ma solo rispettosamente utilizzata nei prodotti che offre spontaneamente all’uomo.

A livello di tessuti e dunque di fibre naturali, lo yoga utilizza  principalmente capi e stoffe di cotone, lana e seta, i quali possono essere definiti capi “intelligenti” perché  grazie alla traspirazione costante della pelle attraverso di essi, consentono di scaldare durante l’inverno e viceversa rinfrescare d’estate.

Tutto ciò nella ricerca di equilibrio tra forma, colore e proporzioni.

Quanto alla forma, è facile capire che l’abbigliamento deve  rispettare la fisionomia del corpo ma al tempo stesso permettere di muoversi in libertà. Ecco così che si prediligono capi di cotone o in seta, direttamente a contatto con la pelle, come il Kurta, il capo tradizionale indiano, composto da due stoffe cucite insieme che danno vita ad una specie di tunica dalle maniche larghe, indossata sia da uomini che da donne insieme al pijama, un pantalone semplice, sempre di fibra naturale, da indossare al di sotto della Kurta.

Essendo lo yoga una pratica volta alla purificazione e quindi all’igiene tanto del corpo quanto dell’anima, si preferisce indossare capi di colore bianco o neutro, che non abbiano subito colorazioni, di modo da essere quanto più inalterati possibile. Ricordiamo infatti che oggi come oggi i tessuti vengono colorati con procedimenti chimici e coloranti che danneggiano la pelle che ne viene a contatto fino a creare problematiche all’organismo.

I tessuti naturali invece, tra cui citiamo anche la canapa, il lino, la juta e il bambù, non subiscono alcun processo chimico di lavorazione ma solo processi meccanici e quindi sono anche ecologici perché non subendo lavorazioni chimiche non inquinano e a differenza dei tessuti sintetici, non utilizzano petrolio.

Questi ultimi tessuti comportano accumulo di carica elettrostatica positiva che il corpo non riesce a smaltire e questo fenomeno provoca accumulo di stress, danni al sistema nervoso, dermatiti alla pelle e allergie. Inoltre se utilizzati come biancheria intima si riscontrano problemi alla flora batterica intestinale e genitale. Infine non permettono di sudare come normalmente il corpo avrebbe necessità di fare, quindi in una parola alterano non solo l’ecosistema personale ma anche quello ambientale circostante perché vengono creati da processi chimici altamente inquinanti e dannosi per la pelle.

Poteva mai lo yoga supportare una simile cosa? Certo che no. Quindi anche per quegli oggetti che di solito si utilizzano nella pratica, si prediligono le fibre naturali. Ad esempio le stuoie sono in fibra naturale, i cuscini, le coperte, le mantelle, alcune delle quali sono realizzate in lana, il tessuto animale naturale più caldo che ci sia dopo la seta, perfetto isolante sia contro il caldo che contro il freddo, altamente traspirante, impermeabile all’acqua, assorbente l’umidità respingendo invece le impurità esterne. La lana ma anche le altre fibre naturali, non minacciano le necessità delle pelle dal punto di vista dermatologico e l’energia del corpo. Nello yoga si lavora proprio per creare equilibrio energetico, per cui è impensabile indossare o usare in qualsiasi altro modo capi sintetici che interferiscono costantemente con essa, deviandola e alterandola.