Il massaggio trigger points: cos’è?

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Sapete cosa sono i “punti grilletto” o trigger points? Sono i punti del corpo in cui si accumulano le tensioni e che provocano con il tempo, sia debolezza dei muscoli sia vero e proprio dolore e difficoltà a compiere determinati movimenti. Sono i nodi del corpo energeticamente attivi, quindi, molto irritabili, che si trovano all’interno di una fascia tesa di tessuto muscolare, soggettiva, che anche solo schiacciandoli provocano fastidio. I punti trigger possono essere latenti o attivi: nel primo caso, emergono solo toccandoli a seconda del fastidio che si provoca; nel secondo caso invece, si manifestano autonomamente causando delle fitte e dolore fisico (ad esempio quando si fatica a respirare e si avverte anche una contrattura alle spalle, quello è indice di un trigger attivo sul muscolo detto “inspiratorio”).

E’ così che quando si verificano delle disfunzioni muscolari, dovute ad errori posturali, sedentarietà, attività fisica intensa senza una giusta preparazione, movimenti continuamente sbagliati o troppe ore al pc o in piedi o chine sull’asse da stiro senza allungare o stirare i muscolari etc, anche i movimenti più banali (come alzare un braccio) divengono difficili e si necessita di un massaggio profondo ai tessuti.

Ecco dunque che i trigger points diventano delle zone focali nelle quali, facendo delle digitopressioni specifiche, è possibile allentare le trazioni, facilitare i movimenti e far scomparire il fastidio ed il dolore collegato (i nodi che si formano nelle fibre muscolari infatti, mettono “fuori asse” le articolazioni e generano così il male, anche in zone molto lontane dal punto in cui sono sorti).

Si chiama proprio massaggio trigger points e ovviamente, deve essere fatto da personale competente e specializzato in quanto coinvolge esclusivamente il rachide, cioè la parte dalla testa alla zona sacroiliaca ( molto delicata quindi). Dopo una prima analisi sulle abitudini, comportamenti, traumi e patologie del paziente, l’operatore cerca di capire quali possono essere i fattori scatenanti il problema e se il massaggio sia indicato per risolverlo: in presenza di ernie, discopatie, scoliosi o infiammazioni della colonna vertebrale ad esempio, questo massaggio non è adatto.

In caso positivo, si comincia così con un massaggio molto delicato e rilassante su tutta la schiena per rivelare gli eventuali punti trigger nella zona muscolare (noduli/grappoli/masse rigide non mobili) e si procede quindi con movimenti pressori circolari con i polpastrelli, con movimenti di pompaggio continuo e con piccole pressioni a seconda della zona che si tratta (testa, collo, scapole, trapezio, spalle, braccia, muscoli del bicipite e tricipite).

Si ricomincia poi dalla testa con delle digitopressioni più profonde, dalla zona scapolare verso il trapezio e sui paravertebrali, concentrandosi sui cumuli di tensione trovati al fine di scioglierli. E’ un massaggio ideale dunque, per i dolori articolari, le tensioni, le rigidità, l’ipersensibilità o la debolezza muscolare, perché ridona flessibilità e agilità permettendo di compiere nuovamente anche movimenti quotidiani e banali.

Per ottenere risultati significativi, sono necessarie almeno 10 sedute di massaggi, ma fin dal primo trattamento è già possibile riscontrare benefici immediati di benessere e miglioramento: è fondamentale però, che oltre ai massaggi il soggetto cambi anche le proprie abitudini sbagliate, altrimenti gli effetti ottenuti verranno presto vanificati.

Come l’osteopatia ed il massaggio miofasciale, la tecnica trigger points è una terapia manuale internazionalmente riconosciuta come prevenzione, valutazione e trattamento dei disturbi muscoloscheletrici, mediante l’utilizzo delle mani: è importante però non intervenire solo sul sintomo ma correggere anche il problema scatenante alla base.