La pelle come una tela:il mondo dei tatuaggi

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tatuaggio maori

tatuaggio maoriI tatuaggi sono delle decorazioni della pelle (è una vera e propria tecnica) che vengono realizzati utilizzando macchinari appositi a seconda del tipo di tatuaggio che si sceglie. In principio, il tatuaggio era solo permanente ma, negli ultimi decenni, sono state inventate ulteriori tecniche e infatti, possiamo trovare i tatuaggi:

– ad ago: le macchina che lo eseguono possiedono degli aghi che, ad alta velocità, iniettano l’inchiostro sotto la cute. Possono essere permanenti o temporanei a seconda della miscela che viene usata;

all’henné e adesivi: non sono permanenti, hanno una durata limitata nel tempo e vengono applicati sulla pelle come disegno, non iniettati nella pelle;

solari: è una sostanza foto impermeabile che viene applicata in modo tale che, quando ci si abbronza, con la rimozione dello stesso prodotto resti poi il disegno chiaro rispetto alla cute abbronzata.

Il tatuaggio comunque, non è una novità o una moda del nostro secolo: fin dall’antichità, con diversi strumenti e materiali, il tattoo è sempre esistito e dipinto i corpi. Dalle mummie, agli Egizi, ai Romani, agli Ebrei etc. hanno tutti lasciato prove tangibili di come tatuarsi fosse un’abitudine consolidata e piena di simboli o significati: tatuaggi terapeutici, per rendere nota la propria religione, per consacrare la prima notte di nozze, scaramantici, … famosissimi sono i tatuaggi Maori.

In Europa, è nel XVIII secolo che cominciano a divulgarsi e se dapprima sono ad esclusiva degli aristocratici e poi divengono simbolo di delinquenza, ai nostri giorni sono ormai divenuti una normale consuetudine socialmente accettata, di moda e anche di vere e proprie forme d’arte.

Logicamente, in base a ciò si aveva a disposizione come materiali e alla propria cultura, le tecniche e gli stili di tatuaggio sono stati molteplici e diversi fra loro: inuit, oceanici, giapponesi e occidentali le prime; old school (linee rette e colorazioni piatte), new school (linee marcate e colori brillanti), tribali (simboli astratti, intrecciati o geometrici, di color nero), giapponesi, biomeccanici (creature in parte umane e in parte meccaniche) e lettering (scritte con differenti caratteri) i secondi.

Rivolgersi solo a tatuatori professionisti

Vista la pratica incisiva da effettuarsi per avere un tatuaggio, è importante che il tatuatore sia un vero professionista, attento sia alle tecniche di realizzazione pratiche e artistiche sia alla regole etiche e igienico-sanitarie. Quindi, oltre a presentare gli eventuali rischi che possono insorgere, deve essere in grado di capire anche la psicologia delle persone e, in caso non siano convinte, di dissuaderle dal farlo (soprattutto in caso di tatoo permanente!). Inoltre, deve avere gli strumenti adatti (guanti, camice, mascherina), perseguire un’accurata igiene e sterilizzazione di questi e dell’ambiente circostante, nonché deve essere capace di spiegare i vari simboli e aiutare il paziente nella scelta del disegno, grandezza, colorazione, consigli sul dolore, trattamenti post, etc.

Tatuaggio e rischi possibili

Ciò è importante perché notevoli sono i rischi nel farsi tatuare: reazioni allergiche ai colori sono assai rare, ma possono accadere per il rosso ed il verde (prurito, gonfiore e pus); l’allergia al metallo invece è molto diffusa e può essere “aggravata” o accentuata dai pigmenti utilizzati, quindi meglio informare preventivamente il professionista; l’intolleranza all’inchiostro può provocare un rigetto dello stesso; lo shock anafilattico è assai raro ma, in tutti questi casi, un test preliminare è utile e consigliato per escludere ogni forma di reazione del nostro corpo.

Per quanto riguarda le infezioni invece, come già detto, è fondamentale rivolgersi ad un tecnico del mestiere (non ai fai-da-te, magari di strada o sulle spiagge) che utilizzi strumenti omologhi e ben sterilizzati, usa e getta: in caso contrario, le possibili patologie sono a rischio molto elevato e di grave entità come l’epatite A, B, C; tetano, lebbra, AIDS, infezioni da stafilococco, sarcoidosi, comparsa di pseudolinfomi e rischio di apporto al corpo di proprietà cancerogene. Bisogna comunque non creare allarmismi inutili o esagerati: realizzati in condizioni idonee e da mani esperte, anche col passare degli anni, i tatuaggi generalmente non provocano effetti collaterali o allergie particolari. [Coloro che hanno problemi di coagulazione del sangue o allergie o insufficienza renale o possiede un pacemaker non dovrebbero farsi tatuare; le donne gravide sarebbe meglio che aspettassero dopo il parto; i donatori di sangue verranno sospesi per un anno dalla data del trattamento]

Come curare il tatuaggio appena fatto

Quando si esegue un tatuaggio (e generalmente se non viene specificato s’intende il tatuaggio permanente) è importante attuare un trattamento particolare anche dopo l’intervento perché da questo dipenderà poi l’aspetto che avrà lo stesso tatuaggio nel tempo. Dopo la pulizia e la sterilizzazione del tatuatore, il disegno verrà coperto con un bendaggio che deve essere rimosso dopo 2-4 ore per sciacquare ed eliminare il colore in eccesso: utilizzare sapone neutro antibatterico e acqua tiepida, in un luogo pulito, e asciugare in seguito con carta assorbente o asciugamano pulito.

Da questo momento in poi, è meglio lasciar respirare la pelle ed il tatuaggio (non rimettere il bendaggio quindi), e spalmare della pomata protettiva e lenitiva più volte al giorno (è sufficiente coprirlo con un velo di crema): normalmente, si utilizza la vaselina o creme molto idratanti, come la Nivea, per 20-30 giorni, ed il tatuaggio guarisce completamente (ricordarsi di lavarlo ogni giorno).

Per i primi 7 giorni, si raccomanda di non esporsi al sole o a trattamenti abbronzanti, non toccare o levare le eventuali crosticine che si possono formare (potreste “staccare” anche del colore) e di evitare di fare bagni in piscina o al mare. Durante le prime ore post-tatuaggio, il rischio di contrarre infezioni è massimo quindi, evitate luoghi sporchi o pieni di polvere e, se necessario, coprite anche dopo il primo lavaggio la parte tatuata con una benda protettiva ma traspirante. Nei giorni successivi l’intervento, il lavaggio è sufficiente effettuarlo 1 volta al dì e la crema, basta spalmarla 3-4 volte.

La cura del tattoo comunque, deve divenire una pratica abituale e non solo specifica del primo mese, se si vuole mantenere il disegno luminoso e “acceso”-non sbiadito. Proteggere sempre il tatuaggio dal sole con creme solari protettive e mantenere costantemente la pelle idratata con creme adatte o non aggressive (lo stesso anche per i detergenti utilizzati per la pulizia normale).

Ricordiamo infine che farsi tatuare fa male: la soglia di dolore e di sopportazione è sicuramente soggettiva ma soprattutto alcune zone con pochi muscoli o vicine alle ossa, provocano molto dolore e fastidio. Non ci si può tatuare comunque capelli, denti e unghie; altre zone particolarmente morbide ed elastiche, come l’addome, sono altamente sconsigliabili sia per la difficoltà del tatuatore a realizzarlo sia per la possibilità di avere poi disegni distorti.