La tecnica “Tende a Pacchetto” per non russare più

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Arriva dall’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano (Prof. Mario Mantovani), l’ultima soluzione al temibile problema del russamento. Il “Mal dormire” e il “non-dormire” proprio delle persone che stanno a fianco hanno ormai i giorni contati, la nuova tecnica sta riscontrando notevoli effetti positivi.

Il nome che le è stata data, già spiega il funzionamento del nuovo metodo: come le tende a pacchetto che, tirando la corda che le compatta e rilascia, regolano la quantità di luce desiderata che può entrare dalla finestra, così nell’intervento vengono alzati i tessuti della gola tramite dei fili di sutura. Dato che il russare è determinato dalla vibrazione delle pareti mucose delle prime vie respiratorie che avviene quando l’aria passa forzatamente nei punti in cui si toccano, inserendo dei fili di sutura speciali (il meccanismo della tenda a pacchetto viene applicato a ugola e palato molle) che vengono opportunamente regolati, tirati e annodati, il passaggio dell’aria viene favorito e la vibrazione di quei tessuti annullata. In questo modo, non si genera più il fastidiosissimo rumore di chi russa. Volendo, si può aumentare il passaggio dell’aria spostando in avanti e di lato anche i pilastri tonsillari.

Per la tecnica “tende a pacchetto” non sono necessari i bisturi, è un intervento che rispetto a quelli tradizionali anti-russamento (uvulofaringopalatoplastica, o asportazione delle tonsille, e resezione parziale dell’ugola e del palato molle), lascia intatti i tessuti e non ha effetti collaterali. Richiede però l’anestesia generale, perché le manovre chirurgiche per annodare i fili dentro la bocca provocherebbe dei riflessi nel paziente ed il chirurgo, invece, deve agire nella massima tranquillità ed accuratezza (si sta già lavorando comunque, per l’utilizzo di fili speciali riassorbibili che, da non annodare, permetterebbero un intervento ancor meno invasivo e senza anestesia generale).

Per tale motivo, ora si è proposta questa nuova tecnica solo a pazienti che già dovevano sottoporsi ad un’operazione con anestesia generale per altri fini (correzione del setto nasale deviato o rimozione delle tonsille). Queste 25 persone che si sono sottoposte al nuovo approccio, hanno dimostrato ottimi risultati: disagio postoperatorio minimo, solo una sensazione di gonfiore transitoria (massimo 24-36 ore) e, a distanza di 6 mesi, la persistenza del rimodellamento dei tessuti molli operati, l’aumento dello spazio per il passaggio dell’aria e la diminuzione della sonnolenza diurna (effetto collaterale di chi soffre di apnee notturne e roncopatia). Inoltre, altro vantaggio di questa nuova tecnica è il fatto che l’intervento può essere anche ripetuto, il risultato è modulabile a seconda delle esigenze soggettive ed è reversibile; per ora, è indicato solo per i russatori semplici e con apnee notturne lievi; tutti gli altri dovranno ricorrere ancora ai comuni rimedi per non russare.