Ma è proprio vero che il torrone fa male?

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Durante le vacanze natalizie tra i dolci di casa, i panettoni , i pandori avremo sicuramente avuto modo di assaggiare il torrone, questo delizioso dolce tradizionale italiano le cui origini sono davvero risalenti, e che ne fanno oggi una delle eccellenze del nostro paese, da nord a sud, con caratteristiche diverse ma sempre buonissimi.

C’è chi lo preferisce bianco e chi ricoperto di cioccolato, con le mandorle o le nocciole e ancora duro o più morbido… insomma le varianti sono tante ma la domanda rimane la stessa: “ E’ vero che il torrone fa male?”

Nonostante la sua estrema bontà, il suo contenuto calorico spaventa spesso le donne e tutti coloro che tengono particolarmente alla forma fisica tanto da rinunciarvi.

Dati i preconcetti in merito, vogliamo oggi chiarire le caratteristiche di questo alimento che sono spesso taciute e i benefici che presenta. Gli svantaggi sono infatti noti ovvero una quantità calorica piuttosto elevata; ma non bisogna soffermarsi solo a questo.

A tal proposito vanno chiariti alcuni punti per essere consapevoli di quello che si mangia.

Le tabelle dell’istituto nazionale per la ricerca sugli alimenti e la nutrizione ci dicono che 100 gr di torrone alla mandorla danno mediamente 479 calorie, con un 52% di zuccheri, un 26,8% di grassi e quasi l’11% di proteine.

Un dolce sicuramente sostanzioso dunque ma anche ricco di importanti principi nutritivi.

La frutta secca fornisce grassi mono e polinsaturi, che favoriscono la formazione del colesterolo buono HDL. Inoltre le proteine provenienti dall’albume sono di alto valore biologico, perché contengono tutti gli aminoacidi essenziali che servono all’organismo.

Il torrone ti regala poi vitamine del gruppo E, ottimo antiossidante e minerali come il ferro, il magnesio, lo zinco e il potassio.

Non evitiamo dunque questo dolce, ma piuttosto limitiamone le quantità: una porzione da 20 g, 2-3 volte la settimana è l’ideale.

Altra questione è invece la qualità degli ingredienti con cui vengono preparati i torroni ed è chiaro che ciò fa una grande differenza in termini nutrizionali e di benefici che ne possiamo trarre.

Fino a non molti anni fa il torrone era esclusivamente artigianale. Si preparava riscaldando il miele in pentoloni di rame, a fuoco lento per diverse ore; quindi si incorporavano gli albumi montati a neve, in modo da ottenere un impasto bianco omogeneo e poi al termine della cottura, si univano le mandorle tostate oppure altri tipi di frutta secca. Una volta cotto il torrone veniva versato in apposite cassette di legno, ricoperte di carta oleata e ostie, e messo a raffreddare per ottenere la giusta consistenza.

Oggi pur mantenendo inalterato lo schema di lavorazione di base, l’industria ha molto differenziato le tipologie e i formati ma soprattutto a fianco di prodotti eccellenti non è difficile incappare in altri di qualità veramente scarsa.

Ecco perché consigliamo di assaggiare solo torroni artigianali, dove siano garantite la qualità delle materie prime, almeno un 40% di frutta secca, nessun amido per addensare ma solo miele e un gusto equilibrato che non faccia del dolce un sapore che copre ogni altra sensazione, ma caratterizzato dalle note ben evidenti della frutta secca e del miele.