Il pasto proteico di domani ha sei zampe

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Una delle principali fonti proteiche, oltre che risorsa alimentare fondamentale per il mondo orientale sono gli esapodi o meglio conosciuti come insetti. Ma non solo.

In Africa vengono mangiate almeno 527 specie diverse, come pure in 29 paesi asiatici ed in 23 paesi nelle Americhe. Per gli occidentali invece, la sola idea di nutrirsi di insetti, è generalmente accolta con profondo disgusto e conati di vomito. Se in realtà confrontiamo la “bruttezza” di un gambero con quella di un grillo, o una prelibata lumaca con una larva di bagarozzo, possiamo accorgerci che sarebbero (come aspetto…) più o meno alla pari.

Da noi è letteralmente un fatto culturale-sociale: gli insetti ci fanno ribrezzo fin dalla nostra più tenera età.

Ma siamo realistici: in molti dei cibi che acquistiamo ci posso essere insetti,  e la cosa è abbastanza frequente tanto che esistono leggi a porre un limite alla quantità di frammenti di insetto che si possono trovare negli alimenti. Un esempio?

– Massimo 150 frammenti di insetto ogni 100 grammi di farina

– Massimo 60 frammenti di insetto ogni 100 grammi di cioccolato

– Massimo 60 insetti ogni 100 grammi di broccoli surgelati.

Invece per quanto riguarda: i vermi del grano, gli scarafaggi della farina e altri minuscoli insetti che infestano i granai possono venir macinati insieme alla farina, diventando parte delle pagnotte di pane!!!

Ma nutrirsi volontariamente di insetti è un altro discorso e l’entomofagia, cioè mangiare gli insetti sta diventando sempre più una moda anche al di fuori dell’oriente.

Con 1400 specie commestibili che vengono già consumate in tutto il mondo, gli insetti offrirebbero, dunque, grandi possibilità sia dal punto di vista nutrizionale che da quello commerciale.

Negli Stati Uniti, ad esempio il concetto di insetti come cibo sta lentamente guadagnando terreno: eventi di “bug cook-off” si svolgono spesso in città come Los Angeles ed altri centri della confederazione, e non parliamo del Messico dove gli insetti a tavola sono una realtà in forte espansione. A New York il menù invertebrato è tradizione dal 1904, da quando cioè esiste il Club degli Esploratori che, ogni anno, si ritrova al Waldorf Astoria e consuma piatti traboccanti di creature a sei zampe (ragni compresi…).

In realtà, introdurre coleotteri, formiche, cavallette, farfalle e grilli nell’alimentazione contribuirebbe seriamente a ridurre la fame nel mondo e pure i gas serra derivanti dall’allevamento di bestiame. Perfino la FAO ha ribadito più volte questa ipotesi.

Rispetto alla carne o al pesce crudo, ad esempio, se assunti in forma essiccata, la maggior parte delle specie contengono una quantità doppia di proteine. Alcuni insetti, soprattutto allo stato larvale, sono inoltre ricchi anche di lipidi e contengono importanti vitamine per il corpo umano. Studiosi da tutto il mondo concordano sul fatto che oltre ad essere ricchi di proteine (dal 35 al 70 % e quasi altrettanto di grassi), il nostro corpo le assimila meglio rispetto al riso, alla pasta o ai fagioli: il loro coefficiente di utilizzazione digestiva (ossia quanto viene assorbito dal nostro organismo) è altissimo: dal 78 al 99 %.

A Bruxelles il profeta della cucina invertebrata Peter De Batist, organizza continuamente catering per ricevimenti (compresi i matrimoni), tutto naturalmente a base di insetti. Compresa la torta nuziale!

In Italia ristoranti che propongano insetti a tavola non ci sono ancora a causa delle leggi vigenti, ma spesso è possibile partecipare a degustazioni di insetti proposte da associazioni a favore dell’entomofagia.

Personalmente ho assaggiato solo le larve del miele durante un viaggio, e le ho trovate molto dolci e gustose.

Ma ricordiamoci che anche in Italia, ogni singola bottiglia di Mezcal, liquore molto famoso diffuso nel centro-America, contiene un verme. Quindi , come solito è una questione di gusti…..

Sonia Brunelli
Sonia Brunelli vive a Imola dove ha studiato agraria occupandosi di alimentazione per diversi anni in una nota azienda del territorio. Si è poi specializzata nella gestione aziendale e ad oggi lavora per una ditta che promuove nuove starup con progetti e idee innovative.