Occhiali addio: i benifici dell’intervento al laser

70

L’incubo di dover indossare occhialoni con lenti spessissime che rimpiccioliscono l’occhio o magari lo ingradfiscono deformandolo, è ormai superato. Con l’intervento chirurgico al laser il problema occhiali è risolto e il numero di coloro che si rivolgono agli specialisti per questo tipo di operazione chirurgica è in costante aumento. Il nome esatto di questa tecnica innovativa è chirurgia refrattiva. Ogni anno assistiamo ad un incremento esponenziale delle persone che, stanche di indossare gli occhiali, decidono di ricorrere a questa tecnica. Per essere più precisi sono circa 20 milioni le persone che hanno “ritrovato” la vista con questo intervento tra cui 800.000 italiani, ma facciamo un piccolo passo indietro.

La chirurgia refrattiva è una tecnica che ha avuto le sue origini verso la fine degli anni 80, quando si cominciò a sostituire il bisturi con uno strumento al passo con la tecnologia: il laser; nacque cosi il prk o cheratectomia fotorefrattiva che permette di curare miopie fin a 6 diottrie.

Con il tempo la tecnica e soprattutto gli strumenti si sono evoluti portando all’attuale lasik (in gergo lasercheratomileusi in situ) in grado di intervenire anche su miopie più alte, fino a 10 diottrie e in tempi più rapidi.

Naturalmente è il chirurgo che decide quale tecnica utilizzare, valutando le caratteristiche del difetto e dell’occhio.
L’intervento viene eseguito in ambulatorio (in Italia c’è persino una clinica mobile allestita su un camper) dura 10 minuti durante i quali il laser modella la cornea correggendone la curvatura, permettendo di risolvere problemi, anche gravi, di miopia, astigmatismo ed ipermetropia.

Ci sono alcuni casi in cui questo intervento è sconsigliato, per cui lo specialista che sceglierete valuterà il vostro caso e saprà consigliarvi nel migliore dei modi.
L’intervento non è mai da eseguire su persone che hanno meno di vent’anni. Il difetto deve essersi infatti stabilizzato da almeno due anni.
Ovviamente, come tutti gli interventi, c’è la possibilità di incorrere in alcuni rischi, che, anche se ridottissimi, vanno presi in considerazione.

Esiste infatti uno 0,1 per cento di possibilità di infezione della cornea dopo il prk (molto più bassa invece con il lasik).
Ci sono inoltre alcune probabilità di riprendere diottrie.  Inoltre dopo l’intervento (ma con i mesi tende a scomparire) è possibile incorrere in lievi disturbi visivi come “l’effetto alone”, che si manifesta di notte.

Non esiste la certezza matematica che dopo l’intervento non siano ancora necessarie lenti correttive o un ulteriore intervento di ritocco.