Quando la sudorazione è eccessiva: iperidrosi

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iperidrosi plantare

Una normale funzione fisiologica del nostro corpo per regolare la propria temperatura, è la sudorazione: quando fa caldo e la temperatura corporea si alza troppo, l’organismo produce e si cosparge di sudore per mantenere l’equilibrio termico (l’evaporazione del sudore la abbassa).

In alcuni soggetti, questo meccanismo lavora ad un livello molto più elevato rispetto al normale-generale delle altre persone e si manifesta quindi il disturbo dell’iperidrosi (anche in assenza di temperature elevate o sforzi fisici).

Il sudore può essere una sottile patina chiara oppure un vero gocciolamento e spesso può associarsi ad altri disturbi come l’osmidrosi (odore molto-molto intenso) e la bromidrosi (odore particolarmente acre… la nota “puzza di piedi”), dovuta ad una stimolazione ormonale che provoca una modificazione chimica del sudore, la quale favorisce il proliferare di batteri in grado di far fermentare il sudore stesso.

Iperidrosi plantare: piedi che sudano troppo

Sia l’iperidrosi sia la bromidrosi hanno causa sia fisiche sia psicologiche: una predisposizione fisiologica ma anche fattori emotivi, l’essere di per sé soggetti emotivi e condizioni-periodi di stress e nervosismo. Ciò genera un circolo vizioso in quanto, soprattutto per le persone emotive, la sudorazione eccessiva causa ancor più imbarazzo, disagio e ansia e quindi, un aumento ancor maggiore di sudorazione.

Se l’iperidrosi è un sintomo di un’altra più “importante” patologia (obesità, malattie psichiatriche, ipertiroidismo, etc) allora si definisce iperidrosi secondaria; se, come nella maggior parte dei casi invece, non ha cause specifiche “superiori”, è detta essenziale o idiopatica (inizia nell’infanzia o adolescenza e si protrae per tutta la vita). Può inoltre localizzarsi presso le ascelle, in fronte, al tronco e alle cosce (meno frequentemente), alle mani e ai piedi.

Come sudare meno dai piedi?

L’iperidrosi plantare, ossia l’eccessiva sudorazione dei piedi, è un fenomeno enormemente diffuso ma si può curare altrettanto facilmente. Se l’igiene scrupolosa è la prima buona regola da rispettare sempre, ecco altri utili consigli:

– fare un pediluvio quotidiano con detergenti specifici contenenti urea, acido lattico, perossido d’urea (sostanze fisiologiche). Poi, applicare prodotti assorbenti, sottoforma di polveri (comode perché possono essere versate anche nelle calze), gel, creme o spume anti-aspiranti

– fare impacchi d’alcool se si verifica macerazione interdigitale: lasciar agire per mezz’ora e poi applicare una pomata apposita

– il trattamento migliore è un antitraspirante efficace contenente cloruro di alluminio: in pomate o soluzioni, applicarli sulla pelle asciutta per alcune ore, magari la sera prima di dormire, e poi lavarsi accuratamente per evitare irritazioni cutanee. Il cloruro di alluminio è in grado di impedire l’eccessiva sudorazione ostruendo i pori, ma non sempre è ideale per i piedi quindi, consultare comunque il medico. Evitare prodotti con dispenser roll-on e punta in feltro, che consentono alla traspirazione di contaminare il prodotto (rischio di irritazione) e non contengono emollienti o agenti idratanti per la pelle

– farmaci come il Glicopirrolato o il Ditropan si sono dimostrati utili in piccole dosi, ma non sono ben tollerati da tutti: gli effetti collaterali (annebbiamento della vista, problemi intestinali, secchezza della bocca, ritenzione urinaria, etc), possono provocare problemi. Sono disponibili anche creme e salviette, a base di questi stessi medicinali orali: meglio affidarsi al medico per trovare il proprio trattamento migliore!

– si può ricorrere anche alla ionoforesi: si fa passare una bassa dose di corrente elettrica attraverso la pelle umida, per ridurre il tasso di traspirazione. Il trattamento prevede l’immersione in acqua delle diverse zone o l’applicazione di dischetti bagnati per 20-30 minuti e provoca un forte pizzicore (legato alla potenza della corrente). Le macchine degli ospedali hanno un’efficacia maggiore rispetto ai kit casalinghi (facilmente disponibili). La iontoforesi è un trattamento complementare agli antitraspiranti utile e sicuro, soprattutto per l’iperidrosi palmare e plantare però, alcuni individui possono percepirlo come troppo fastidioso

– si possono effettuare anche iniezioni di Botox (tossina botulinica): derivato da una tossina batterica, paralizza l’attività nervosa dei dotti sudoripari prevenendo la produzione della traspirazione. Questo trattamento è efficace ma è molto doloroso, costoso e temporaneo (l’effetto permane solo alcuni mesi, circa 4)

– se i trattamenti precedenti non sono sufficienti a sconfiggere la patologia, si può ricorrere alla chirurgia ma, essendo un passaggio drastico, si consiglia bene di soppesare prima sia i rischi tecnici dell’operazione sia la possibile conseguente comparsa di Sudorazione Compensatoria (SC), cioè una sudorazione severa e generalmente diffusa in tutto il corpo. La SC è un effetto collaterale relativamente comune di questa operazione e può talora essere molto peggiore dello stesso disturbo originario.