Semi di papavero, ricchi di antiossidanti e nutrienti

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I semi di papavero, particolarmente diffusi ed utilizzati nel Nord Europa, sono preziose fonti di nutrienti e antiossidanti. E’ importante trovare il modo di utilizzarli a tavola, poiché tra le tante sostanze troviamo l’acido oleico, che aiuta a ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” aumentando le riserve di quello “buono“.

Nei semi di papavero – facilmente acquistabili in erboristeria o nei supermercati più forniti – è contenuto anche l’acido linoleico, importante per la sua attività antinfiammatoria e ipotensiva. Le vitamine del gruppo B, inoltre, aiutano nel metabolismo dei grassi e dei carboidrati. Tra le altre sostanze importanti ricordiamo il ferro, il rame, il calcio, il potassio (ottimo per chi fa sport regolarmente), il manganese, lo zinco e il magnesio, minerali preziosi per coordinare il metabolismo proteico e lipidico e per ridurre l’ossidazione e contrastare così l’invecchiamento. Nella buccia dei semi, invece, troviamo una gran quantità di fibre, ottima per favorire i processi digestivi.

I semi sono costituiti al 47% di grassi, al 32% di carboidrai e di proteine per un 20%.

Ma come utilizzarli in cucina? Innanzitutto va detto che i semi di papavero irrancidiscono rapidamente, essendo ricchi di acidi grassi polinsaturi, quindi vanno conservati all’asciutto e al fresco per tempi brevi. Possono essere utilizzati interi o macinati, aggiunti all’impasto del pane, dei biscotti e dello strudel (un classico della cucina del Trentino Alto Adige è proprio lo strudel ai semi di papavero) o ai frutti di mare prima di friggerli.

I semi di papavero possono anche essere utilizzati per preparare un gustoso curry. I semi, nella loro varietà bianca, sono tra le spezie che costituiscono la ricetta del curry: per preparare un curry originale basta miscelare – e poi pestare con un mortaio – semi di papavero, cucurma, pepe, cumino, coriandolo e zenzero. Se si vuole ottenere una pasta di curry cremosa, invece, si può utilizzare un mixer.