Il Woga: lo Yoga fatto in piscina

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Acqua (“water”) e Yoga: ecco come nasce il “Woga“, sempre più di moda negli States e ora in larga diffusione anche dalle nostre parti.

Una pratica che unisce i benefici del classico Yoga a quelli dovuti al fatto di muoversi in piscina, immersi nell’acqua, e che coinvolge tutte le fasi del rilassamento fisico e mentale.

Vediamo di cosa si tratta in dettaglio.

Woga: lo yoga in piscina

Quando parliamo di “Woga” indichiamo tendenzialmente una generica attività di Yoga fatta però immersi nell’acqua di una piscina. Ci sono però tante declinazioni possibili, così come tante sono le possibilità di esercizio: dalla pura respirazione (pranayama), alle dinamiche di movimento e rilassamento tipiche dell’ Hatha Yoga, fino a possibilità che coinvolgono anche l’immersione e l’apnea vera e propria.

Possibilità e scelte di pratiche diverse quindi, a seconda delle caratteristiche e degli obiettivi di chi ne fruisce.

Chi può praticare il Woga?

Proprio per queste sue dinamiche acquatiche, che alleggeriscono il peso sul corpo e facilitano i movimenti lenti, si presenta come attività praticamente aperta a tutti, in particolare a quelle tipologie di persone che solitamente avevano qualche difficoltà fisica nel praticarlo su “terra“.

Alle donne in gravidanza per esempio, che possono compiere gli esercizi senza pesare sulla schiena (già affaticata) e che godono così di un ulteriore “massaggio acquatico” che stimola la circolazione e l’ossigenazione del feto.

Per motivi simili è particolarmente indicato alle persone obese o in sovrappeso, che possono compiere movimenti più dinamici alleggerendo il fisico dal peso corporeo, senza quindi gravare sulle articolazioni. Utile per questo anche a chi ha avuto fratture, interventi specifici o traumi articolari, come riabilitazione o a seguito di un periodo di più o meno lunga inattività.

E naturalmente per tutte le persone anziane che, in acqua, possono probabilmente eseguire posizioni e movimenti altrimenti impossibili.

Quali sono i benefici del Woga?

I benefici dello Yoga acquatico sono molteplici e si vanno ovviamente ad aggiungere a tutti quelli già presenti nell’attività classica su terra. Dei vantaggi nel praticarlo in acqua abbiamo in parte già parlato, e riguardano sia il corpo sia la mente.

È facile intuire come i movimenti e le posizioni in acqua vengano alleggeriti, rendendo il carico articolare praticamente inesistente. Per questo, arrivando ad essere molto meno pesanti, sarà possibile eseguire posizioni altrimenti impossibili in condizioni normali. Ma ci sono anche motivazioni più legate alla sfera psicologica.

L’acqua, di fatto, riporta al ricordo ancestrale della nascita e ci mette in una condizione mentale propensa al rilassamento. Parimenti, l’essere immersi in acqua modifica anche la percezione dei suoni, attutendoli e rendendoli più ovattati, consentendo così un contatto molto più profondo con i movimenti del nostro corpo, la respirazione e lo stesso battito cardiaco.

I benefici ottenuti saranno quindi ancora più efficaci: eliminare stress e tensioni, migliorare eventuali problemi del sonno, alleviare dolori articolari e di schiena, miglioramento elasticità muscolare, miglioramento della respirazione.

Dove si pratica il Woga?

Le attività di Woga si praticano generalmente in piscina o acque termali (che aiutano proprio in virtù della loro temperatura più calda che agevola la permanenza e gli effetti benefici).

Se però vi risulta difficile trovare la giusta location per svolgere questi esercizi, potrebbe essere da valutare la possibilità di farli direttamente in una piscina in casa propria, ad esempio in una di quelle che è possibile trovare nel sito di Poolmaster.

Le possibilità di scelta oggi sono diverse a seconda della disponibilità economica e naturalmente degli spazi da utilizzare, ma lo yoga acquatico non necessità di particolari ampie metrature e avere a disposizione un luogo comodo e proprio per praticarlo, potrebbe essere più facile (e meno dispendioso) di quanto si pensi.

Sonia Brunelli
Sonia Brunelli vive a Imola dove ha studiato agraria occupandosi di alimentazione per diversi anni in una nota azienda del territorio. Si è poi specializzata nella gestione aziendale e ad oggi lavora per una ditta che promuove nuove starup con progetti e idee innovative.