Lo zafferano, non solo risotto ma antico antidepressivo

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Lo zafferano in Italia è spesso sinonimo di risotto alla milanese ma in realtà sono molteplici gli usi in cucina di questa pianta ed anche le proprietà benefiche per il corpo: furono gli arabi i primi ad utilizzarlo per scopi curativi (la parola zafferano deriva dall’arabo asfar  che significa giallo) sfruttando soprattutto la sua capacità di indurre il buonumore.

Lo zafferano si ricava da una piccola pianta (Crocus sativus) originaria dell’Asia Minore dai caratteristici fiori viola con gli stimmi o stigmi (la parte più interna del fiore) colorati di rosso che vengono fatti essiccare. La lavorazione avviene quasi totalmente a mano e questo rende lo zafferano tra le spezie più costose al grammo, basti pensare che per ottenere un chilo di prodotto finito occorrono oltre 400.000 stimmi.

Colore rosso (il giallo si sprigiona a contatto con il calore), aroma inconfondibile e gusto deciso sono le tre caratteristiche principali dello zafferano che viene usato come tintura naturale per stoffe, in cucina per preparazioni salate ma anche dolci, per scopi terapeutici soprattutto in tisane.

Lo zafferano contiene carotenoidi da cui derivano le proprietà antiossidanti per combattere l’invecchiamento e potenziare la memoria, ma è soprattutto usato sin dall’antichità come antidepressivo naturale perchè il safranale e la crocina, contenuti nella pianta, agiscono su serotonina e dopamina che influenzano gli stati depressivi; per gli stessi motivi lo zafferano aiuta a combattere lo stress e gli sbalzi di umore tipici della sindrome premestruale.

Un altro uso molto comune è come digestivo naturale perchè favorisce la secrezione dei succhi gastrici  e come antinfiammatorio soprattutto per curare le gengive irritate (in combinazione con il miele) o lenire i dolori durante la dentizione dei bambini; non mancano accenni ai benefici per l’apparato cardiovascolare e per la sessualità quale afrodisiaco naturale.

Disciogliendo lo zafferano in una bevanda calda o in succo di frutta si calma la tosse, invece nella camomilla concilia il sonno; applicando invece direttamente su escoriazioni, abrasioni, scottature lo zafferano ha un effetto cicatrizzante. Infine per la bellezza dei capelli basta effettuare un risciacquo con acqua calda in cui è stato disciolto lo zafferano per capelli più forti e con i riflessi accentuati.

Le controindicazioni dello zafferano

Lo zafferano, come detto, è usato sin dagli antichi per scopi curativi ma è altresì vero che un uso smodato e incontrollato può avere effetti indesiderati, tanto da rivelarsi addirittura tossico per l’organismo potendo provocare vertigini, emorragie e sonnolenza; inoltre è sconsigliato assurmelo  in gravidanza perchè ha effetti abortivi.