Cibo bio: più buono ma non più sano

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Eravamo abituati ad associare alla parola biologico concetti come salute, benessere ed ecologia. Ora però una ricerca della prestigiosa Università di Stanford, in California, minaccia di far crollare le nostre credenze. E’ senz’altro vero, spiegano gli scienziati, che il cibo biologico è più ecologico e rispettoso dell’ambiente e probabilmente anche più buono dal punto di vista del gusto e della qualità, ma non è necessariamente più salutare rispetto a quello non bio.

Insomma, mangiare cibo bio (quasi sempre più costoso) non rende più sani. Gli studiosi hanno osservato come i prodotti bio in effetti contengano meno pesticidi, ma è anche vero che non c’è una differenza significativa dal punto di vista nutritivo tra i prodotti bio e quelli tradizionali. Frutta e verdura contenevano gli stessi quantitativi di vitamine; il latte la stessa quantità di proteine e grassi. Dunque non si può affermare che mangiare biologico permetta di mantenerci in salute.

Una considerazione importante riguarda la presenza – seppure molto contenuta – di pesticidi anche nel cibo bio. I cibi non biologici, inoltre, normalmente trattati con pesticidi, non ne contengono un livello considerato dannoso per la salute. E lo scarto rispetto all’equivalente bio sarebbe piuttosto trascurabile: si parla di percentuali del 30% in meno rispetto all’alimento non biologico.

Eppure, il cibo bio continua ad attrarre il consumatore: tra il 1997 ed il 2011 il giro di affari del settore per gli Stati Uniti d’America è passato da 3.6 a 24.4 miliardi di dollari. Le ragioni che spingono il compratore ad acquistare cibo biologico sono indubbiamente molteplici e non tutte sono infondate: sebbene il biologico, dal punto di vista dei macronutrienti, non sia poi tanto diverso dal tradizionale, va ricordato invece che per quanto riguarda micronutrienti ed antiossidanti il bio vince. Difatti, l’alimento bio – per esempio una mela o un’arancia, viene raccolta al meglio della sua maturazione, cosa che non sempre accade per l’equivalente non biologico.

Gli esperti consigliano, dunque, di comprare frutta di stagione e possibilmente a km 0: soltanto in queste circostanze il cibo tradizionale è davvero buono e sano quanto quello bio. Con la filiera accorciata, infatti, diminuisce il bisogno di dover usare conservanti e quindi i micronutrienti non ne risentono.

Detto ciò restano comunque tante buone ragioni per scegliere il bio: l’impatto meno aggressivo sull’ambiente e, nel caso di prodotti di origine animale, il ridotto utilizzo di antibiotici.