Il diario alimentare aiuta a dimagrire?

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Quante volte, nonostante i sacrifici, l’ago della bilancia non si sposta mai verso il basso o dopo aver perso qualche chilo capita, senza spiegazione apparente, di riprenderli (a volte con gli interessi) rapidamente?

Stare a dieta (seguendo sempre le indicazioni di uno specialista che tiene conto di tutte le nostre esigenze) è una questione di volontà e di autocontrollo ma durante la giornata può capitare di cedere a delle tentazioni o di concedersi più del dovuto: tanti piccoli sgarri dimenticati o sottovalutati che sommati fanno peso!

Una tecnica semplice ed economica per prendere consapevolezza di quel che si mangia è l’abitudine di tenere un diario alimentare su cui annotare nel dettaglio tutti gli alimenti e le bevande consumate nell’arco della giornata, riuscendo così a comprendere quali e quanti cibi ad elevato apporto calorico si mangiano e abituarsi ad eliminarli o ridurli.

Che sia su carta o digitale su pc o smartphone le regole per tenere un diario alimentare, secondo gli esperti, sono poche e semplice, naturalmente con la premessa di non barare a sè stessi, omettendo volontariamente qualche alimento.

La prima regola è di essere tempestivi e di scrivere subito ciò che si mangia sul diario (un quaderno, una vecchia agenda o su un foglio digitale) così da non dimenticare niente.

La seconda regola è di essere precisi e dettagliati: se nel giornalismo ci sono le 5 W (who, what, when, where, why) per un buon diario alimentare bisogna annotare: cosa, quanto, quando, dove, con chi e perchè.

Per ogni pasto principale (colazione, pranzo, cena) e per gli spuntini bisogna descrivere nello specifico ciò che si è mangiato, scomponendo i piatti,  ad esempio se si consuma un primo bisogna indicare che tipo di pasta è (integrale, fresca, all’uovo, riso), gli ingredienti del condimento e l’eventuale aggiunta di formaggio; se si tratta di un’insalata mista tutti gli elementi che la compongono; se un panino il tipo di pane e il companatico; e così via. Per avere anche un’idea delle calorie che si sono ingerite esistono ormai numerose applicazioni che permettono di calcolarle inserendo alimento e quantità.

Importante è anche segnare le quantità in grammi e, quando non si ha la bilancia a portata di mano, si possono usare anche altre unità di misura come un cucchiaio, un bicchiere; non dimenticare di annotare se il pasto è stato consumato a casa, in ufficio, in viaggio, al ristorante, ecc., se da soli o in compagnia e, da non sottovalutare, il motivo e gli stati d’animo che hanno accompagnato il pasto o lo spuntino: rabbia, nervosismo, solitudine, appagamento

Assolutamente da non dimenticare  i fuori-pasto, a cui fa riferimento la terza regola per compilare un diario alimentare completo e dettagliato : un cioccolatino o uno snack salato mangiati nell’arco della giornata e spesso dimenticati quando si ripensa a ciò che si è mangiato sono delle insidie alla dieta. “Questi alimenti – spiega Alfredo Vanotti, responsabile del servizio di Nutrizione clinica ed educazione alimentare degli Istituti clinici Zucchi di Monza – se pur assunti in piccole quantità, incidono sulla quantità complessiva di calorie assunte nel corso della giornata . Esserne consapevoli aiuta a non commettere errori“.

Le bevande ugualmente non devono essere sottovalutate: segnare l’acqua permette di capire se davvero si sta bevendo abbastanza e quanto tutte le altre bevande con il loro contenuto di zuccheri possono influenzare il computo giornaliero delle calorie, gasate e non, alcoliche e non, zuccherate.

Infine non bisogna dimenticare l’attività fisica e di annotare il movimento fatto (o meno) durante la giornata: una passeggiata, una seduta in palestra o una vita sedentaria hanno un effetto diverso sulla buona riuscita di una dieta.

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