Le fave ricche di proprietà ma povere di grassi

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fave fresche proprietà

Apprezzate sin dall’antichità come cibo dei poveri per eccellenza, al pari di lenticchie e fagioli, le fave sono dei legumi dal basso costo, dall’alta reperibilità e dalle molteplici proprietà, spesso sottovalutate o poco conosciute.

La primavera è la stagione in cui è possibile consumare fave fresche (disponibili secche tutto l’anno) che possono essere mangiate crude o cotte, private sicuramente del cosiddetto occhio (l’escrescenza posta all’estremità) invece la scelta di sbucciarle è facoltativa, infatti la pelle esterna (tegumento) soprattutto quando sono piccole, è molto tenera. Al momento dell’acquisto delle fave fresche il baccello deve essere di un bel colore verde lucido, croccante alla rottura e senza macchie e si possono conservare per 2-3 giorni in frigorifero.

Ricche di proteine, fibre, vitamine e minerali ma povere di grassi le fave sono una fonte di nutrienti fondamentali per la salute soprattutto se consumate crude perchè, come per la maggior parte di legumi e verdure, con la cottura molti dei principi nutritivi si disperdono. Le fave  sono un‘ottima fonte di ferro per l’organismo e per questo motivo sono consigliate in caso di anemia, inoltre essendo ricche di fibre non solo aiutano la regolarità e il benessere intestinale ma sono anche consigliate ai soggetti diabetici perchè utili nel processo di riequilibro dei livelli di zucchero nel sangue.

Oltre al ferro tra i sali minerali contenuti nelle fave si trovano potassio, rame, manganese (buono per prevenire artrite e osteoperosi) e selenio, tutti elementi da cui possono trovare giovamento gli sportivi. Passando alle vitamine le fave contengono soprattutto  acido folico e  Vitamina B1 o tiamina, importante per il metabolismo dell’energia e per il corretto funzionamento del sistema nervoso. La presenza di vitamina A favorisce invece la salute e la luminosità della pelle, il benessere di ossa e vista.

Nessun problema a consumare le fave in dieta perchè l’apporto calorico non è eccessivo con 340 kcal per 100 grammi.

Cos’è il favismo?

I grandi vantaggi che derivano dal consumare fave non sono però a beneficio di tutti, infatti sono assolutamente vietate a chi soffre di favismo o “malattia delle fave”, una malattia causata da un difetto genetico di un enzima (glucosio-6-fosfato-deidrogenasi) contenuto nei globuli rossi, trasmesso per via ereditaria tramite il cromosoma X per cui i maschi sono maggiormente colpiti rispetto alle femmine che ne possono essere portatrici sane.

La carenza di questo enzima provoca una distruzione dei globuli rossi (emolisi) che ne casi più gravi possono anche essere rapidamente dimezzati; la malattia è generalmente asintomatica e si manifesta in modo improvviso nell’arco di 12-48 ore dopo aver mangiato fave fresche e i sintomi  più comuni come riportato dall’Associazione Italiana Favismo (www. g6pd.org) sono:  ittero, urine ipercolorate (giallo intenso), pallore, febbre improvvisa, respiro frequente e difficoltoso, polso rapido, debole, poco apprezzabile.