La dieta a zona del futuro

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La dieta a zona è senz’altro una delle più famose e seguite (non sappiamo se sia anche la più efficace…) e, ora, a distanza di 30 anni dalla sua invenzione, ecco arrivare la sua evoluzione. Il biochimico americano che l’ha ideata, Barry Sears, ha di recente pubblicato un nuovo libro scritto a quattro mani con la nutrizionista italiana Daniela Morandi. Qui, Sears introduce il rapporto tra genetica e dieta e spiega il ruolo di polifenoli e Omega3.

Nel libro La zona del futuro, Sears approfondisce alcuni aspetti della sua “creatura”, la dieta passata alla storia come dieta dei blocchetti 40-30-30. Cosa significa? Ogni pasto deve contenere il 40% di proteine, il 30% di zuccheri (prediligendo quelli a basso indice glicemico) e il 30% di grassi. Il piatto può essere diviso in 3 parti: un terzo va riempito con proteine, metà con verdure e la restante parte (un terzo) con frutta.

Nel suo nuovo libro, il biochimico spiega meglio che relazione c’è tra alimentazione e genetica: “I polifenoli, gli agenti che danno alla frutta e alla verdura il loro colore, sono sempre stati una parte importante dell’alimentazione a zona per il loro potere antiossidante e antinfiammatorio“. Ci sono però dei polifenoli migliori di altri, si tratta delle “delfinidine che si trovano nel vino rosso, nella cioccolata fondente, nei mirtilli e soprattutto nel maqui, una bacca che cresce spontaneamente sulle isole dell’arcipelago Juan Fernandez (quelle del romanzo Robinson Crusoe) al largo delle coste cilene“.

Se non amiamo il vino rosso e i mirtilli (visto che la cioccolata è anche ricca di grassi), come fare per procurarsi queste preziose bacche? La zona del futuro utilizza integratori che, pur non facendo miracoli, hanno l’obiettivo di completare la dieta.

Non possono mancare nemmeno gli Omega3, che si trovano soprattutto nel pesce. Bisognerebbe però consumare una gran quantità di pesce per acquisire la giusta quantità di acidi grassi. Anche in questo caso gli integratori aiutano a raggiungere l’obiettivo. Non tutti gli Omega sono buoni, però! Secondo Sears bisogna evitare i cibi che contengono Omega6 (quello dell’olio di semi) e i carboidrati raffinati, come pasta e pane.

«La Zona non è una dieta fai da te, ma un regime alimentare da adattare caso per caso, – commenta Daniela Morandi, coautrice del libro – in base al proprio fisico e al tipo di attività fisica che si svolge – avverte -. Il mio primo consiglio quindi è quello di rivolgersi a un medico che aiuti la persona a muovere i primi passi in questa che più di una dieta è uno stile di vita».