R.I.C.E contro gli infortuni

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protocollo rice

Quante volte vi siete sentiti dire dopo un trauma accidentale o un infortunio “Riposo assoluto” o “Metti il ghiaccio”. In queste frasi c’è un fondamento medico-scientifico e non vengono dette a caso. Ghiaccio e risposo insieme a compressione ed elevazione fanno parte del protocollo R.I.C.E che sta per:

  • REST – riposo
  • ICE – ghiaccio
  • COMPRESSION – compressione
  • ELEVATION – elevazione

L’acronimo sta ad indicare le 4 quattro fasi che fanno parte di questo protocollo d’intervento, suggerito dalla Medicina dello Sport ed Ortopedica per evitare che i casi di infiammazioni acute dovute a traumi e infortuni prendano il sopravvento.

Quando ricorrere al protocollo d’intervento? Appena compaiono i primi sintomi associati all’infiammazione, se entro 48 ore non si arginano i fastidi è consigliabile rivolgersi subito ad uno specialista del settore. Come si riconoscono i segni dell’infortunio? Come funziona R.I.C.E? Funziona davvero?

Sintomi dell’infiammazione

Gli infortuni sono all’ordine del giorno, ma inutile nascondersi dietro ad un dito, i soggetti a rischio maggiore sono gli atleti e coloro che svolgono costantemente attività fisica. Chi fa esercizi, chi si allena o chi svolge un’attività professionistica nell’ambito sportivo sa di essere maggiormente esposto a rischio infortuni.

Lo vediamo quotidianamente in Tv, quante volte avete sentito di stiramenti e distorsioni di calciatori, oppure vi sarà capitato di avere distorsioni, stiramenti e piccoli traumi articolari che avete tempestivamente tamponato con ghiaccio, riposo e pomate per uso topico a base antinfiammatoria (reparil, voltaren ecc).

Quali sono i sintomi che ci fanno capire che ci troviamo di fronte ad un proliferarsi infiammatorio? Sono 5 i segni che ci indicano la presenza di un’infiammazione:

  1. rossore della zona interessata
  2. calore della parte
  3. gonfiore nei minuti successivi al trauma
  4. dolore
  5. impossibilità di svolgere le normali funzioni della zona colpita, in particolare se si tratta di un’articolazione

Alla comparsa dei primissimi segni appena indicati partire subito con le fasi del protocollo R.I.C.E. e arginare il fastidio e il problema prima che diventi acuto. Come applicare praticamente il protocollo d’intervento tempestivo?

Come applicare il protocollo R.I.C.E

Quando la contrattura o il trauma sono di lieve entità l’applicazione del protocollo in tutte le sue fasi dovrebbe funzionare nell’arco di qualche giorno. E’ importante seguire bene i consigli e svolgere correttamente tutti i passaggi. Cosa fare allora in caso di infortunio? Come procedere con l’applicazione concreta di R.I.C.E?

Subito dopo il trauma per prima cosa è mettere a riposo la zona interessata, che sia una caviglia, il gomito o un altro arto. L’immobilità temporanea della parte permetterà di evitare conseguenze negative dettate dal movimento e valutare lo stato della parte colpita e l’entità del trauma subito.

Successivamente procedere con l’applicazione del ghiaccio (se avete la possibilità vanno benissimo anche le bombolette di spray sintetico utilizzato dagli atleti sportivi), applicarlo sulla zona interessata e tenerlo per almeno 20 minuti ogni ora e ripetere l’azione per le successive 5 ore dal trauma. Il freddo diminuirà la sensazione di dolore e fastidio.

Ricordate di avere l’accortezza di non applicare il ghiaccio solo sulla zona, ma far rientrare nel “gelo” anche la zona circostante all’infiammazione per evitare di peggiorare la situazione. Finito il periodo delle applicazioni del ghiaccio è consigliabile avvolgere la zona colpita da trauma in fasciature strette per comprimere e tenere la bendatura per le successive 48 ore dall’infortunio.

L’ultimo punto del protocollo R.I.C.E è una sorta di raccomandazione. Durante le prime tre fasi ricordarsi di tenere la parte infiammata al di sopra del cuore per favorire il ritorno venoso, scongiurare ulteriore gonfiore ed evitare altre spiacevoli conseguenze (ad esempio un accumulo di sangue in qualsiasi altra zona).

Se dopo qualche giorno l’infiammazione non rientra è il caso di rivolgersi ad un medico esperto, fisioterapista, fisiatra o l’ortopedico se la valutazione personale della situazione vi risulta abbastanza grave. In genere per i traumi leggeri il protocollo è sufficiente alla risoluzione del problema. In tanti hanno sollevato però dei forti dubbi sull’efficacia reale del protocollo. Funziona davvero? O meglio funziona sempre o esistono delle soluzioni alternative a contusioni, traumi o distorsioni?

R.I.C.E funziona davvero?

Il protocollo d’intervento antinfiammatorio non è accettato come soluzione assoluta da alcuni esperti nel campo medico. In alcuni casi si fa ricorso ad un altro metodo che sfrutta per certi versi un paradigma R.I.C.E. Si tratta della nuovissima Crioterapia, la terapia che sfrutta il freddo per abbassare la temperatura cutanea e agisce come analgesico temporaneo per il dolore.

Alcuni ortopedici non sono molto favorevoli all’utilizzo del protocollo, o meglio di alcune fasi dello stesso. Il timore principale degli specialisti è che i pazienti seguano dei passaggi per cattiva informazioni o credenze distorte. Il principale bersaglio è il primo punto del protocollo: l’immobilizzazione dell’arto colpito.

Spighiamoci meglio. Non è che l’arto non debba stare a riposo, anzi, il periodo di immobilità è sacrosanto, ma non deve essere prolungato all’inverosimile. Gli arti sono stati creati per il movimento e quindi il riposo per periodi troppo lunghi (anche in caso di traumi) potrebbe essere controproducente. Motivazione? Si rischierebbe una rigidità articolare eccessiva che non favorirebbe il ripristino delle normali funzionalità motorie.

Un’altra conseguenza potrebbe essere quella che i soggetti, se stanno troppo tempo fermi, potrebbe aver paura di riprendere le normali attività, o meglio il terrore di rifare ciò che gli ha provocato il trauma. Ridurre gli allenamenti, l’attività fisica o addirittura cessarla. Quindi va bene il protocollo o altri sistemi di de-infiammazione articolare, ma con l’unico consiglio di informarsi da esperti e seguire la giusta prassi senza esagerare.