Belle, buone, succose… conosci le giuggiole?

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Hanno un nome dolce, come il loro sapore… Stiamo parlando delle giuggiole, frutto tipico di questi periodi autunnali e che non tutti conoscono.

Viene prodotta dall’albero del giuggiolo, anche noto come Ziziphus jujuba, e si presentano un po’ più grandi di acini d’uva.

Hanno una buccia dal colore rosso e il loro sapore è dolce e leggermente acidulo, che ricorda la mela.

Non si trova dappertutto, ma in molti lo conoscono per la sua storia e le sue innumerevoli proprietà, tant’è vero che sentiamo dire spesso “andare in un brodo di giuggiole”…

Ma voi lo conoscete il brodo di giuggiole?

Brodo di giuggiole

Storia

Questi frutti sono assai noti soprattutto per una preparazione particolare, il celebre brodo di giuggiole.

La sua origine è antichissima, che si fa risalire addirittura ai Fenici. Anche in Oriente sembrano assai conosciute, come ingrediente principale della medicina tradizionale cinese.

Il sapore, le virtù e i benefici di questo brodo ha dato origine anche a una famosa espressione: “andare in brodo di giuggiole“, oppure “sei in un brodo di giuggiole”.

Con queste due frasi si vuole indicare che si è in uno stato di estrema felicità, quasi di estasi, dolce proprio come il brodo di questo frutto!

Ricetta

Il brodo di giuggiole, anche se si chiama così, è in realtà una sorta di liquore ma non è molto alcolico.

Ci sono diverse versioni e ricette differenti. Quella tradizionale è più complessa, perché prevede che i frutti vadano lasciati in macerazione (nell’alcol) per almeno un paio di mesi, e poi filtrato e imbottigliato.

Poi troviamo diverse ricette moderne sul web. Alcune di queste prevedono:

  • 1 kg di giuggiole mature
  • 1 kg di zucchero (bianco o di canna)
  • 2 bicchieri di vino rosso
  • 300 gr di mele cotogne
  • acqua quanto basta
  • buccia di limone

Le giuggiole devono essere molto mature. Addirittura c’è chi le fa “appassire” un paio di giorni, ma, come abbiamo detto, ognuno ha la sua tradizione.

Prendete le giuggiole, lavatele accuratamente privandole di semi. Poi lavate bene anche gli acini d’uva.

Mettetele in una pentola d’acciaio e versate l’acqua, quanto basta fino a coprire i frutti. Poi aggiungete lo zucchero e lasciate cuocere per circa 90 minuti, avendo cura di mescolare di tanto in tanto e di controllare.

Poi aggiungete le mele cotogne, che avrete precedentemente tagliato a pezzetti. Unite anche il vino e alzante leggermente il fuoco, in modo che l’alcol evapori.

Come ultimo step, aggiungete la buccia di limone grattugiata. Quando la consistenza assomiglierà a quella di uno sciroppo (per intenderci), sarà pronto per essere filtrato!

Lasciate intiepidire poi, usando un colino, filtrate il tutto in barattoli di vetro già sterilizzati (o anche delle bottiglie).

Lasciate raffreddare e chiudete ermeticamente. Conservatelo in un luogo fresco e buio.

Proprietà

Le giuggiole, come il loro brodo, sono assai note per le innumerevoli proprietà. Come abbiamo accennato, anche la medicina tradizionale cinese conosce le sue virtù.

Ora il brodo di giuggiole viene consumato soprattutto per le sue proprietà digestive, ma i decotti o infusi alle giuggiole ci permettono di comprendere che questo frutto fa davvero bene al corpo.

Ecco le principali proprietà delle giuggiole:

  • antinfiammatorie
  • espettoranti
  • sedative
  • depurative
  • emollienti
  • diuretiche e molto altro.

Contengono tantissimi nutrienti. Infatti sembra che abbiamo una dose di vitamina C addirittura maggiore a qualsiasi tipologia di agrumi. Inoltre le giuggiole sono ricche di vitamina B6, B1 e B2, senza dimenticare la presenza di potassio e magnesio.

E non è finita qui! Gli infusi alle giuggiole hanno anche proprietà calmanti e rilassanti. Le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti contrastano l’invecchiamento cellulare e i radicali liberi.

Per esempio, proprio per via di tali virtù, il tè alla giuggiola ha notevoli effetti benefici sulla pelle e sull’aspetto del viso.

Insomma, questi frutti piccoli e che non si vedono spesso sanno davvero donare gioia, ci fanno proprio “andare in un brodo di giuggiole”!

Controindicazioni

In genere le giuggiole non hanno controindicazioni. Ovviamente non bisogna farne un abuso, perché contengono molto fruttosio.

Vanno comunque evitate in caso di allergie o ipersensibilità al prodotto. Consultare il medico soprattutto se in caso gravidanza o allattamento.

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Giuliana Mele
Laureata in Lingue, Lettere e Culture comparate presso l’Università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Con la danza nel cuore e nell’anima, resto affascinata da ogni forma d’arte. Divoratrice di libri e musica e da sempre appassionata di benessere, cosmetica bio e rimedi naturali.