Come fare la mela chiodata?

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mela chiodata

Il rimedio della nonna, la mela chiodata è una pratica utilizzata da parecchi secoli, un metodo da sempre efficace per apportare al corpo il ferro mancante, già quando non esistevano integratori o medicinali.

La mela infatti, grazie ai suoi acidi, riesce a sciogliere il ferro del chiodo e ad assorbirlo, divenendo essa stessa poi ricca di ferro.

Come fare la mela chiodata?

Prendete 6-8 chiodi di ferro che arrugginiscono (non zincati) e sterilizzateli in acqua bollente per alcuni minuti; inseriteli quindi in una mela per 24 ore. Il giorno seguente, togliete i chiodi e mangiate tranquillamente la mela; i chiodi infilateli in una nuova mela, e così via.

Il sapore non varia molto ed i punti neri lasciati dal chiodo tolto non sono pericolosi, poiché la ruggine è pericolosa solo nel caso di ferite alla pelle, non se ingerita e digerita.

Mela chiodata per la carenza di ferro

Questi rimedi li consigliamo soprattutto ai soggetti anemici che sono a rischio di carenza di ferro, sia per “colpa” di un’alimentazione mancante di ferro sia per una ridotta capacità di assorbimento da parte del canale digerente:

  • i lattanti, poiché il latte materno ne è povero (e anche i neonati prematuri)
  • le donne incinta: se le riserve di ferro sono basse, durante la gravidanza la richiesta doppia che ha il corpo (dovuta alla crescita del feto) potrebbe far scaturire uno stato di carenza in grado di rallentare la crescita cerebrale del bambino
  • le donne mestruate (abbondantemente) e le adolescenti
  •  le persone a dieta, i vegetariani o coloro che abusano di fibre alimentari (es. la crusca)
  • gli alcolisti
  • gli anziani (con l’età diminuisce la capacità di assimilazione)
  • gli sportivi (assidui e intensi), soprattutto se svolgono attività di fondo
  • coloro che soffrono di ipocloridria, steatorrea intestinale, gastrectomia, diarrea cronica, celiachia e utilizzano farmaci antiacidi (hanno un ridotto assorbimento di ferro quindi)
  • color che soffrono di emorragie quali epistassi, emorroidi, ulcere, vermi intestinali ad uncino ed ossiuri, ernia iatale, diverticoli, tumori, polmoniti/broncopolmoniti (con emissione di sangue tramite tosse), calcoli renali, neoplasie o infiammazioni renali/delle vie urinarie, uretriti, prostatiti, cistiti, etc. o fanno abuso di farmaci antinfiammatori (aspirina) o anticoagulanti.

Controindicazioni

Le principali controindicazioni della mela chiodata derivano dagli altri metali potenzialmente presenti nei comuni chiodi che si usano in casa: possono infatti contenere parti di metalli nocivi come zinco, cromo e cadmio, che nel processo di chiodatura della mela possono solubilizzarsi esattamente come il ferro.

Ecco perchè è fondamentale scegliere chiodi in ferro puro! Fai molta attenzione!

Succo di mela chiodata

Nel caso non si volesse preparare autonomamente la mela chiodata, è possibile anche assumere il ferro tramite il succo di mela chiodata, che è disponibile in farmacia e in erboristeria, solitamente con marchio Archangea.

Integratori alimentari

Se in caso di carenza di ferro pur seguendo un’alimentazione specifica e mirata per assimilare ferro (18mg/die), gli esami del sangue rilevano ancora che l’indice è minore di 13 per gli uomini e di 12 per le donne, è necessario ricorrere a misure alternative, come gli integratori, gli aiuti fitoterapici o i rimedi naturali della tradizione.

Gli integratori di ferro vanno assunti sotto controllo e consiglio del medico e permettono di evitare la possibilità di incorrere in un’anemia sideropenica.

I più famosi in commercio sono compresse o bustine a base di Sali organici ferrosi da assumere a stomaco vuoto, per favorirne l’assorbimento.

In caso di intolleranza gastrica, si valuta comunque anche l’assunzione durante il pasto, più volte al giorno, o la riduzione della dose, perché sono soventi effetti collaterali come nausea, vomito, stitichezza, diarrea, dolori addominali e feci di color nero, e perché la terapia deve essere seguita per 3-4 mesi per riuscire a saturare le scorte del corpo.

Visto il lungo periodo di assunzione quindi, è importante trovare un giusto equilibrio fra integratore, corpo ed effetti collaterali che si hanno. Ferrograd è sicuramente l’integratore più famoso ed utilizzato.

Si può ricorrere anche agli aiuti fitoterapici, ossia l’utilizzo di piante o estratti di piante per la cura delle malattie e per il mantenimento del benessere; in questo caso sono da prediligere l’ortica, l’equiseto e l’alga klamat.

L’angelica e la genziana stimolano la produzione di globuli rossi mentre la tisana di datteri e soia verde aiuta a combattere l’anemia (in 2l di acqua, porre 50 gr di datteri e 50gr di soia verde e portare ad ebollizione. Togliere poi dal fuoco, filtrare il tutto ed addolcire con della melassa).