Come sostituire il sale con i condimenti alternativi

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sale in cucina

Il sale fa bene o fa male? Il dibattito sugli effetti del sale sulla salute è sempre aperto e spesso concentrato solo sugli effetti negativi (ritenzione idrica…..) dimenticando i benefici che una giusto apporto di sale (4-5 grammi al giorno sono concessi) e dunque di sodio ha sulla salute, ad esempio contribuendo a generare gli impulsi elettrici nel cervello o ad eliminare i batteri.

Se è vero che in alcune preparazione la sostituzione del sale è quasi impossibile è altrettanto vero che in molti casi non è il sale ad insaporire le pietanze, come erroneamente si è abituati a pensare, ma sono le spezie ed altri condimenti presi in prestito dalla cucina di altre culture.

Gomasio

Condimento tradizionale giappone a base di sesamo e sale marino il gomasio è un insaporitore dal gusto delicato e gradevole che può essere utilizzato sia a crudo che per la cottura in sostituzione del sale; la presenza del sesamo rende questo condimento anche un’ottima fonte vegetale di calcio. Il gomasio può essere preparato in casa e conservato fino a due settimane in un contenitore ermetico in frigorifero o acquistato già pronto nel reparto della cucina etnica o in quello di prodotti biologici.

Wasabi

Sempre dalla cultura culinaria orientale arriva il wasabi, famoso nel nostro paese per il suo uso in abbinamento a sushi e sashimi. Dal sapore molto piccante il wasabi  si presenta come una pasta verde ricavata dalla lavorazione della Wasabia japonica, una pianta molto rara che di conseguenza rende il wasabi un prodotto abbastanza costoso; appartenendo alla stessa famiglia del rafano e della senape la pasta o salsa di wasabi può essere sostituito anche con quest’ultimi.

Berberè

Un mix di spezie piccanti dà vita al berberè, condimento tipico della cucina dell’Etiopia e dell’Eritrea e ingrediente base dello zighini, uno spezzatino di carne, legumi e verdure servito su forme di pane injera che viene utilizzato come cucchiaio per mangiare il tutto. Per preparare il berberè occorrono diverse spezie miscelate secondo dosi che variano da Paese a Paese: peperoncino (prevalente sulle altre), coriandolo, zenzero, chiodi di garofano, bacche di pimento, semi di sedano di montagna, pepe nero, cardamomo, semi di fieno greco, un pizzico di cannella.

Salsa di soia

La salsa di soia è un condimento entrato da anni, soprattutto grazie ai ristoranti cinesi, nella cucina italiana: dal colore quasi nero e con il suo gusto deciso dona anche a delle semplici insalate, verdure o carne e pesce alla griglia un sapore esotico e pochi grassi. La salsa di soia si ottiene dalla fermentazione per almeno sei mesi di fagioli di soia con acqua e sale; una fermentazione più lunga (almeno due anni) dei fagioli con riso (o orzo) e sale permette di ottenere il miso, molto simile al nostro dado vegetale.

Aceto di Umeboshi

L’acidulato o aceto di umeboshi è un condimento che si ricava da un particolare tipo di prugna, la prunun nume, che in realtà è un’albicocca! Dal sapore molto delicato che ricorda quello dell’aceto di mele questo di umeboshi viene largamente utilizzato nella cucina orientale per insaporire insalate, verdure e cereali (ha un uso simile alla salsa di soia). L’aceto di umeboshi, oltre che per il sapore, è apprezzato per le proprietà benefiche sull’organismo essendo ricco di ferro, con pochissime calorie e svolgendo un’azione alcalinizzante, tamponando l’acidità di stomaco; le stesse prugne da cui si ricava hanno numerosi impieghi nella medicina tradizionale orientale.