Ipotiroidismo: i rimedi naturali per contrastarlo

trattare l'ipotiroidismo naturalmente

L’ipotiroidismo è una condizione legata alla scarsa attività della tiroide, che non riesce a produrre adeguatamente gli ormoni necessari al fabbisogno dell’organismo. In condizioni di normalità, la tiroide rilascia ormoni fondamentali che viaggiano attraversano il flusso sanguigno e raggiungono i ricettori situati in varie parti del corpo.

Di conseguenza, un cattivo funzionamento di questa ghiandola può provocare significativi problemi per la salute. Le donne, in particolare quelle in età avanzata, sono i soggetti più a rischio di ipotiroidismo. Anche coloro che soffrono di malattie autoimmuni hanno più possibilità di soffrire di questa condizione.

Potenziali cause dell’ipotiroidismo

Il primo passaggio da compiere per contrastare l’ipotiroidismo è quello di eliminare tutte le possibili cause in grado di provocare il disturbo, come infiammazioni, abuso di medicinali, carenze di sostanze nutritive e sbilanciamento dei livelli ormonali causati dallo stress.

Anche avere un’alimentazione specifica aiuta molto nel ridurre i fastidi legati all’ipotiroidismo. Vediamo quali sono i principali fattori in grado di scatenare l’ipotiroidismo.

Infiammazione della tiroide

La causa più comune di questo disturbo si verifica quando la tiroide si infiamma al punto da cominciare ad attaccare se stessa, producendo anticorpi che tentano di distruggerla. In questi casi, il sistema immunitario si convince che questa ghiandola non è parte del corpo e provano a rimuoverla prima che possa causare eventuali danni o malattie.

Dieta povera di sostanze nutritive

Una dieta povera di cibi in grado di rifornire il corpo delle giuste sostanze nutritive, specialmente sodio e selenio, aumenta il rischio di sviluppare l’ipotiroidismo.

La ghiandola tiroidea ha bisogno di entrambi questi componenti per produrre adeguati livelli di ormoni. Inoltre, selenio e sodio svolgono altri ruoli protettivi all’interno del nostro organismo perché controllano i processi di ossidazione delle cellule.

Infiammazioni dello stomaco

Un ambiente interno poco salutare può contribuire al cattivo assorbimento delle sostanze nutritive e innescare reazioni autoimmuni nell’organismo. Le infiammazioni dello stomaco possono essere scatenate da sensibilità o allergia ad alcuni cibi, incluso il glutine. Altri fattori di rischio sono gli alti livelli di stress, le tossine in eccesso e la prolificazione di batteri dannosi.

Quando lo stomaco si infiamma in modo significativo, le particelle che vivono al suo interno possono attraversare le membrane del tratto digestivo e migrare in tutte le aree del corpo, dando vita a una reazione autoimmune di attacco da parte dei globuli bianchi, che conduce a una serie di sintomi fastidiosi.

Genetica

Sebbene sia un caso abbastanza raro, capita che alcuni bambini nascano con una malformazione genetica della tiroide. Gli studi dimostrano come questa condizione si verifica con più probabilità nei soggetti imparentati in modo stretto con persone affette da malattie autoimmuni.

Gravidanza

Durante la gravidanza, sebbene non ne sia ancora stata scoperta la ragione, alcune donne producono un eccesso di ormoni tiroidei, seguito da un loro rapido declino. Solitamente, dopo il parto questa condizione tende a svanire autonomamente.

Interazione con farmaci

L’utilizzo di alcuni trattamenti medici può causare l’ipotiroidismo. In particolari le cure anticancro, le operazioni di chirurgia o i farmaci per disturbi mentali e malattie del cuore.

Stress emozionale

Lo stress ha un impatto negativo sul bilanciamento dei livelli di ormoni nel nostro sangue e tende a peggiorare le infiammazioni. Esso può aumentare la quantità di cortisolo e adrenalina, che disturbano il lavoro dei neurotrasmettitori e peggiorano i sintomi legati all’ipotiroidismo.

Possono quindi causare cali di energia, umore basso, scarsa capacità di concentrazione, disturbi dell’appetito e insonnia.

Scarso esercizio fisico

L’attività fisica e la dieta svolgono un ruolo decisivo nel tenere sotto controllo lo stress cronico e gestire le funzionalità neurologiche dipendenti dagli ormoni.

Le persone che svolgono esercizio fisico regolare tendono a dormire meglio, essere più rilassati e mantenere un buono stato di salute generale; tutte condizioni che riducono il rischio di ipertiroidismo e ne alleviano i sintomi principali.

Sintomi dell’ipotiroidismo

La tiroide è considerata la maggiore delle ghiandole, in virtù della sua capacità di produrre gli ormoni fondamentali al nostro organismo e di aiutare a convertire le sostanze nutritive provenienti dal cibo in energia necessaria allo svolgimento delle naturali funzioni vitali.

Gli ormoni da essa prodotti servono inoltre a stabilizzare i livelli di colesterolo nel sangue e a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Uno dei sintomi più evidenti dell’ipotiroidismo è la disfunzione del metabolismo: quando la tiroide è poco attiva, anche il metabolismo rallenta.

Ciò comporta una sensazione cronica di affaticamento e difficoltà nel mantenere il giusto peso forma. L’umore risente particolarmente dell’ipotiroidismo e le persone che ne sono affette sperimentano spesso sentimenti legati alla depressione, all’ansia e alla difficoltà nel prendere sonno.

La tiroide regola i messaggeri chimici, i neurotrasmettitori, preposti al controllo delle emozioni e degli stimoli nervosi: per questo motivo uno sbilanciamento eccessivo dei livelli ormonali può condurre a cambiamenti drastici dell’umore. Alcuni dei sintomi più comuni dell’ipotiroidismo includono:

  • Affaticamento
  • Depressione e ansia
  • Aumento di peso
  • Infertilità
  • Costipazione
  • Dolori muscolari
  • Perdita di capelli
  • Difficoltà nella respirazione
  • Irregolarità significative del ciclo mestruale
  • Raffreddori frequenti

 

Per diagnosticare l’ipotiroidismo, il medico prescriverà degli esami del sangue per monitorare il livello degli ormoni conosciuti come T4 e THS. Un lieve sbilanciamento può condurre a vero e proprio ipotiroidismo, se non si attuano le giuste precauzioni legate soprattutto allo stile di vita.

Dieta per contrastare l’ipotiroidismo

Ecco i principali alimenti adatti a trattare l’ipotiroidismo.

Pesce non di allevamento

Il pesce, preferibilmente non allevato, è ricco di omega-3 essenziali per bilanciare i livelli ormonali e le funzioni della tiroide. Integrarlo alla dieta significa ridurre le infiammazioni e supportare le attività neurologiche. Salmone, trote e sardine sono alcune delle migliori fonti di omega-3 che aiutano a mantenere in salute cervello e sistema immunitario.

Olio di cocco

L’olio di cocco contiene acido laurico e caprilico che stimolano il metabolismo a lavorare nel modo giusto, aumentando l’energia disponibile al nostro corpo e la resistenza alla fatica.

Questo ingrediente è molto indicato in una dieta pensata per combattere l’ipotiroidismo: esso è facile da digerire e ha proprietà antibatteriche, antiossidanti e antimicrobiche che fermano le infiammazioni. L’olio di cocco rinforza, inoltre, il sistema immunitario e stimola le funzioni neurologiche.

Alghe marine

Le alghe marine sono una delle principali fonti di iodio, che previene le carenze nutritive responsabili dell’ipotiroidismo. Scegliete quelle essiccate e aggiungetele alla vostra dieta quotidiana, utilizzandole in zuppe o in classici piatti a base di pesce.

Cibi ricchi di fibre

Le persone affette da ipotiroidismo spesso soffrono anche di difficoltà digestive. In questi casi, è importante cercare di assumere almeno 30-40 grammi di fibre al giorno.

Un buon apporto di fibre, infatti, migliora le funzionalità del tratto digestivo, oltre che mantenere in buona salute il cuore, stabilizzare il livelli di zucchero nel sangue e contribuire al mantenimento del proprio peso forma, stimolando il senso di sazietà. Alcuni metodi per incrementare la quantità di fibre include mangiare molta verdura fresca, bacche, fagioli e lenticchie.

Brodo di carne

Pollo e manzo contengono degli aminoacidi chiamati l- prolina ed l-glicina che riparano le membrane del tratto digestivo lesionate e migliorano le condizioni dell’ipotiroidismo. Il brodo di carne rifornisce il corpo di minerali importanti per la corretta attività del sistema digerente e, inoltre, previene le carenze di calcio, magnesio e fosforo.

Come parte di una dieta pensata per l’ipotiroidismo, il brodo di carne riduce la sensibilità verso alcuni alimenti, ricarica il corpo di energia e ne aumenta la resistenza. Rinforza poi il sistema immunitario e riduce i dolori a muscoli e giunture.

Frutta e verdura

Frutta e verdura hanno al loro interno molti minerali e antiossidanti necessari a combattere i radicali liberi responsabili del decadimento precoce delle cellule del nostro organismo.

Si tratta di ingredienti davvero nutrienti e dovrebbe rappresentare una fetta importante della dieta quotidiana di ognuno proprio perché sono in grado di supportare la salute del tratto digestivo, le funzioni di cervello e cuore, stabilizzare i livelli di ormoni e mantenere sotto controllo i chili in eccesso.

Cibi da evitare in presenza di ipotiroidismo

Alcuni alimenti non dovrebbero figurare eccessivamente nella dieta dei soggetti tendenti all’ipotiroidismo. Vediamo quali.

Cibi a base di goitrogeni

I goitrogeni sono degli antinutrienti che possono inibire la funzionalità della tiroide e interferire con l’attività del metabolismo. Alcuni vegetali, come broccoli, cavolfiori, verza, cavoletti di Bruxelles e soia ne contengono in discrete quantità e possono avere un impatto negativo sulla salute della tiroide.

È molto meglio, quindi, consumare queste verdure previa cottura a vapore di almeno 30 minuti e non esagerare con le porzioni. Il rischio dato dai goitrogeni può manifestarsi con più probabilità nelle persone che presentano una carenza di iodio.

Acqua di rubinetto

L’acqua di rubinetto contiene cloro e fluoro che inibiscono l’assorbimento dello iodio, un elemento necessario al corretto funzionamento del nostro organismo.

Glutine

Moltissime persone che soffrono di ipotiroidismo presentano anche un’intolleranza verso il glutine che sfocia in un particolare tipo di allergia che non gli permette di mangiare i cibi che lo contengono. Esso si trova principalmente nel grano e nei prodotti da forno in generale, ma non solo.

Bisogna stare quindi molto attenti a controllare la lista degli ingredienti prima di ingerire qualsiasi alimento a rischio. Un’intolleranza al glutine non diagnosticata, a lungo andare può causare infiammazioni, carenze di elementi nutritivi e sbilanciamento del livello di ormoni nel sangue.

Prodotti caseari

Così come il glutine, anche i prodotti caseari possono rappresentare un problema significativo in casi di ipotiroidismo, scatenando reazioni che possono dar vita a risposte infiammatorie. Una dieta studiata per contrastare l’ipotiroidismo prevede di evitare il consumo di latte di mucca pastorizzato e non biologico.

In alternativa, è preferibile scegliere latte di capra. Se non riuscite rinunciare al sapore del latte prodotto dalla mucca, meglio optare per quello bio.

Zucchero

Lo zucchero può interferire con la produzione degli ormoni necessari per il corretto funzionamento del metabolismo. Le persone soggette a problemi tiroidei tendono ad avere difficoltà a perdere peso e assumere grandi quantità di zucchero riesce solo a peggiorare la situazione.

Si consiglia quindi di evitarne un consumo eccessivo fino a completa risoluzione dei problemi di ipotiroidismo. Lo zucchero, inoltre rallenta il metabolismo e tende a provocare sbalzi di umore anche considerevoli.

Farina raffinata

Qualsiasi alimento preparato con carboidrati raffinati, come quelli a base di farina bianca, hanno un impatto negativo sui livelli ormonali e provocano aumento di peso. I prodotti che derivano dalla farina raffinata includono il pane, i cereali e la pasta.

Se possibile, è consigliabile eliminarli tutti dalla propria dieta quotidiana o, al massimo, cercare di ridurne gradualmente la quantità, preferendo alimenti a base di farina integrale o cereali particolari, ad esempio la quinoa.

Rimedi naturali contro l’ipotiroidismo

In aggiunta a una dieta adeguata, ci sono alcuni rimedi naturali che è possibile adottare per ridurre e o eliminare l’ipotiroidismo.

Ashwagandha (500 milligrammi al giorno)

L’ashwagandha è un’erba curativa che aiuta il corpo a rispondere in modo giusto allo stress e mantiene stabili il livello degli ormoni. Essa diminuisce la quantità di cortisolo nel sangue e bilancia l’ormone T4.

Alcune ricerche hanno dimostrato che integrare le normali cure con l’ashwagandha per otto settimane, aumenta in modo significativo il livello dell’ormone tiroxina nei pazienti affetti da ipotiroidismo, che riduce la gravità del disturbo. Anche altre erbe quali liquirizia, ginseng e basilico hanno simili benefici.

Iodio (15-30 grammi al giorno)

I ricercatori hanno scoperto che anche una piccola quantità di iodio supplementare provoca lenti, ma significativi cambiamenti nelle funzioni ormonali tiroidee nei soggetti particolarmente predisposti. Una dieta ricca di alimenti che contengono iodio – inclusi pesce, alghe marine e uova – è importante per evitarne le carenze.

Gli integratori di iodio non dovrebbero essere presi dai pazienti affetti da una particolare tiroidite detta di Hashimoto, perché assumerne troppo a lungo termine aumenta il rischio di compromettere ulteriormente la salute della tiroide, spingendola a un sovraccarico di lavoro.

Selenio (20 grammi al giorno)

La tiroide è l’organo con il più alto contenuto di selenio del nostro intero corpo. Esso è fondamentale per la produzione dell’ormone T3 e può ridurre reazioni di tipo autoimmune.

In particolare, nelle donne in gravidanza affette da disturbi della tiroide, un supplemento di selenio diminuisce i livelli degli anticorpi in grado di attaccarla e migliora la struttura complessiva di questa ghiandola. Grazie alla sua capacità di stabilizzare la quantità di ormoni nel sangue, il selenio riduce il rischio di disordini tiroidei nel periodo di gestazione e dopo il parto.

L-tirosina (500 milligrammi due volte al giorno)

La l-tiroisina è un amminoacido attivo nella sintesi degli ormoni tiroidei. Contribuisce alla formazione dell’ormone T4 e può essere integrato con un’alimentazione proteica o attraverso la naturale produzione da parte dall’organismo.

Questo amminoacido combatte l’insonnia cronica, l’affaticamento eccessivo e l’umore basso, riuscendo a stimolare il senso di allerta e le funzioni dei neurotrasmettitori.

Un’altra delle ragioni fondamentali per cui la l-tiroisina è così importante nel trattare i sintomi dell’ipotiroidismo è che essa gioca un ruolo fondamentale nella produzione di melatonina e dopamina, che migliorano la salute di tutti gli ormoni.

Olio di pesce (1000 milligrammi al giorno)

Gli acidi grassi essenziali che si trovano nell’olio di pesce sono importanti per mantenere in salute il cervello e stimolare le funzioni della tiroide.

Gli omega-3 presenti nel pesce sono legati ad una diminuzione del rischio di soffrire dei sintomi dell’ipotiroidismo, compresi ansia, depressione, colesterolo alto, infiammazione dell’intestino, artrite, diabete, indebolimento del sistema immunitario e malattie autoimmuni. L’olio di pesce rifornisce adeguatamente il corpo degli omega-3 necessari al suo corretto funzionamento.

Vitamina B12 e tiamina

La vitamina B12 e la tiamina sono importanti per regolare le funzioni neurologiche e i livelli degli ormoni nel sangue. Aggiungere la tiamina al proprio fabbisogno quotidiano può aiutare a combattere i sintomi legati alle malattie autoimmuni e ridurre la possibilità di sviluppare ipotiroidismo.

Inoltre, alcuni studi effettuati su volontari affetti da problemi tiroidei hanno evidenziato che la maggior parte dei pazienti a cui sono stati somministrati 600 milligrammi di tiamina al giorno hanno riscontrato una regressione del disturbo.

La vitamina B12 è un altro fondamentale nutriente in grado di combattere l’affaticamento cronico e donare benefici al sistema nervoso: preserva, infatti, la salute delle cellule nervose (inclusi i neurotrasmettitori), protegge la pellicola di protezione dei nervi e preleva le sostanze nutritive dai cibi per trasformarle in energia utilizzabile da cervello e corpo.

Oli essenziali contro l’ipotiroidismo

Per stimolare le funzioni della tiroide e curare i sintomi dovuti all’ipotiroidismo, è possibile affidarsi ad alcuni oli essenziali da aggiungere alla propria routine curativa. Mescolate 3 gocce di olio di franchincenso a cinque parti di olio di citronella e cinque parti di olio di chiodi di garofano.

Massaggiate questa soluzione direttamente sulla tiroide (situata sulla parte frontale del collo, esattamente al centro). In alternativa, provate 2-3 gocce di olio di citronella mescolate a olio di mirra, da applicare sulla zona tiroidea e lungo i polsi; l’operazione è da ripetere più volte al giorno.

Per contrastare i dolori a muscoli e giunture che spesso l’ipotiroidismo può provocare, provate a fare un bagno rilassante aggiungendo all’acqua dell’olio di mirra, di geranio, di citronella e di chiodi di garofano. Una combinazione di olio di menta e limone, sarà invece molto utile per risollevarsi dalla sensazione di fatica.

Per migliorare l’umore e ridurre ansia e irritabilità, risultano molto efficaci la camomilla o l’olio essenziale di lavanda da diffondere nell’ambiente come fragranza o da aggiungere alla vasca da bagno

Alessandra Montefusco
Ho una laurea magistrale in Teoria dei linguaggi e sono appassionata di rimedi naturali e cosmetica ecobio sin dall’adolescenza. Per questo cerco sempre di tenermi aggiornata sulle ultime novità del settore e sulle potenzialità dei prodotti che madre natura ci ha donato. Mi occupo di comunicazione e lavoro nel settore degli audiovisivi. Amo la musica - mia grande passione - la letteratura, il cinema, le passeggiate all’aria aperta e…il cibo!